• " Posso, con un po' di sano orgoglio, dire - Noi ce la facciamo da 30 anni! - come imprenditori nel sociale. "
  • Liliana, come hai avuto l'idea di iniziare un percorso come quello di Maninpasta?‍
    Sono il prototipo dell’imprenditore che, “folgorato sulla via di Damasco”, decide di convertire il fine principale delle imprese a cui partecipa o in cui lavorare ad un ’obiettivo più naturale, più umano.
  • Cosa ti ha spinto a cominciare?
    Volevo migliorare le condizioni di vita personali e della mia famiglia, e ho capito che, per farlo, avrei dovuto occuparmi di migliorare le condizioni di vita dell'altro. Mi sono concentrata su alcune categorie di persone in situazioni di disagio, cercando di sviluppare un progetto che potesse coinvolgerle attivamente - non solo come solidarietà, ma anche come vere e proprie opportunità di lavoro, che io considero lo strumento principale per l'affrancamento da situazioni purtroppo difficili. ‍
  • Come ha affrontato il lato pratico di questa idea?
    Il lato delle risorse umane si risolve sicuramente investendo per garantire risorse professionali ed economiche, sotto forma di aiuti finanziari o materiali. Il posto di lavoro è un tassello del mosaico del recupero individuale. C'è da pensare anche alle abitazioni, all'assistenza per sbrigare pratiche di locazione, sanitarie, documentali. E soprattutto alla creazione di un prodotto finale, sia dal punto di vista del catering e del banqueting che quello della distribuzione al minuto o industriale dei nostri prodotti che abbia un appeal concreto e reale sul mercato, altrimenti non potremmo trovare quelle opportunità che ci servono per crescere, migliorarci, e garantire che la nostra visione continui nel futuro e si poggi su fondamenta solide.
  • Non sembra facile... Hai qualche "trucchetto del mestiere" da svelarci?
    Non lo è per niente, ma non è impossibile, ne questione di trucchetti, anzi! La realtà di Maninpasta lo dimostra. Più che altro, l’imprenditore deve anche aguzzare l’ingegno - per poter coinvolgere quante piu’ persone nelle proprie imprese, cercando - e trovando! - nuovi volontari o donatori oppure chiedendo al beneficiario stesso della nostra organizzazione di adottare la stessa logica di condivisione, apertura e disponibilità che gli hanno permesso di uscire dalla situazione di disagio. Cerchiamo di creare un valore attraverso la cultura, la mentalità - che ci permetta di non smettere di crescere ma di guardare al futuro non solo con sicurezza, ma con la speranza che la nostra filosofia e le nostre pratiche aziendali possano diffondersi sempre più. ‍
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Non siamo ciò che facciamo,
ma come e per chi lo facciamo.