• Crediamo che sia questa voglia di trasparenza a veicolare per davvero tutto il resto dei nostri valori.
  • Ciao Giovanni. Tu sei il Vice Presidente della Cooperativa, ci puoi dire di cosa ti occupi?
    Come Vice Presidente, la mia responsabilità principale è quella di coordinare tutti i dipendenti della cooperativa, e le varie operazioni che coinvolgono i diversi dipartimenti. Come un orologio, anche la nostra azienda è fatta di piccoli ingranaggi che devono funzionare all’unisono, e io interpreto, in questa metafora, il ruolo dell’orologiaio: controllo sia tutto a posto, ispeziono il meccanismo per correggere eventuali difetti, e mi preoccupo di dare la carica ogni giorno, in modo tale che non ci sia mai - o quasi mai! - un intoppo in grado di ostacolarci, sia di tipo concreto che di tipo morale.
  • Quali sono questi ostacoli di cui parli?
    Vedi, la nostra è una realtà particolare, difficile ma avvincente. Il nostro personale proviene, spesso, da situazioni particolari o da momenti di difficoltà. Nonostante il loro reinserimento in un’ottica più positiva sia il nostro obbiettivo principale e anche il nostro più grande orgoglio, questo non toglie che talvolta possano insorgere degli imprevisti - ma non possiamo permettere a questi di avere la meglio sulla nostra produzione e sul nostro lavoro. Penso che il valore del nostro progetto non possa prescindere dal reinserimento e dell’avvaloramento di un individuo altrimenti possibilmente emarginato, ma per riuscire ad essere veramente efficace ed efficiente nel veicolare il nostro messaggio di speranza e la nostra etica altruista, deve poter competere sul mercato con un un prodotto o ad un servizio di altissima qualità.
  • Puoi spiegare ed elaborare meglio questo concetto?
    Certo. La nostra scelta di produrre con questo tipo di filiera e con questo tipo di personale è recepita dalla nostra audience con grande positività - tuttavia, se i prodotti non fossero in sè e per sè ottimi, questo giudizio positivo non basterebbe per guadagnare loro una fetta di mercato e, di conseguenza, non riusciremmo a sostenere economicamente la cooperativa. Quindi la nostra sfida non è solo trasformare una difficoltà individuale o collettiva in una risorsa, ma far sì che questa risorsa crei un qualcosa che vada oltre la qualità media offerta dal mercato, e andare ad inserirsi e a competere nella sfera delle eccellenze - il che presenta, come puoi intuire, una differente stringa di sfide che non sono affatto semplici da risolvere.
  • E come avete deciso di raccogliere questa sfida?
    Motivandoci a trasformarci come realtà aziendale, e articolando questo cambiamento attraverso scelte ben precise. Il digitale ha presentato per noi un’occasione di trasformazione importante, la giusta leva di cambiamento. Per questo, la creazione di un identità ben precisa, dell’elaborazione di una formula adatta ad inserirci nelle dinamiche dei social media e di un infrastruttura digitale capace di raccogliere ed accomodare i lead generati sugli stessi sono state il focus di questo nuovo anno. Il nostro progetto “E-Boutique” serve appunto a mettere in mostra tutto il know-how acquisito dall’azienda negli ultimi tempi, a creare una vetrina in grado di dimostrare al pubblico tutta la bontà dei nostri prodotti e della nostra etica, e la nostra attenzione ai dettagli, anche quelli che il più delle volte vengono lasciati leggermente in disparte. Come il personale che produce i prodotti, per esempio. Nel nostro caso, il cliente può “conoscere” la nostra realtà navigando sul nostro sito, incontrando le persone che compongono il nostro team e associando un volto alla produzione, altrimenti anonima. Crediamo che sia questa voglia di trasparenza a veicolare per davvero tutto il resto dei nostri valori, e siamo sicuri che, così facendo, saremo in grado di “umanizzare” nel modo più corretto la relazione tra cliente, prodotto e produttore, che è proprio quello che vogliamo e quello che crediamo il mercato odierno abbia bisogno, anche alla luce di tutte le difficoltà che abbiamo superato e dovremo superare insieme, come comunità, come paese.
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Non siamo ciò che facciamo,
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